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Nuove dipendenze


Psicoterapia della dipendenza affettiva

Stefania Tedaldi risponde a Annalisa, 11/11/2009


Domanda
Salve, volevo alcune informazioni su degli esperti in dipendenze affettive a Viterbo e provincia... lavoro tutto il giorno e ho problemi a seguire una terapia lontano dalla mia zona... grazie...

Risposta
Cara Annalisa, la dipendenza è una manifestazione complessa che racchiude molti aspetti individuali della persona; la possiamo osservare sia nel comportamento che a livello psicologico : la persona dipendente è totalmente assorbita dall'oggetto dal quale dipende. Come è stato più volte evidenziato le conseguenze di questa patologia riguardano sia il soggetto stesso che l'ambiente che lo circonda. Man mano che la dipendenza s'impadronisce dell'individuo, l'ambiente circostante ne viene contaminato creando una condizione di profonda sofferenza: l' io non riesce più a diventare "noi" ma resta isolato in uno spazio inconscio che nasconde la vera ragione del sintomo. Proprio per questo la psicoterapia, nelle situazioni di dipendenza, è considerata uno strumento fondamentale per rivelare i veri motivi che spingono un individuo a dipendere non da se stesso ma da un "altro".

Per quanto riguarda la dipendenza affettiva dobbiamo tener presente che, per svariati motivi, questa tipo di dipendenza è peculiare del nostro tempo. Fin dagli anni 80, il noto psicoanalista E.Fromm dichiarava che il vero problema delle future generazioni sarebbe stato quello del "dover dipendere", in particolare a livello affettivo. I cambiamenti avvenuti in questi ultimi anni hanno accentuato la debolezza dell'Io che, a causa di modelli sociali diversi, si vede costretto per riconoscersi a chiedere ad un individuo, che sembra rappresentare una fonte di sicurezza, di essere guardato, rassicurato, amato. Quando questa dipendenza diventa eccessiva abbiamo un sentimento ossessivo senza alcuna possibilità di evoluzione.Si chiede all'oggetto d'amore una continua dedizione.

Una della cause principali della dipendenza affettiva sembra derivare da un blocco nello sviluppo delle proprie emozioni e nell'espressione del proprio Sé. Questa frustrazione porta il soggetto ad identificarsi con la persona amata e, qualora quest'ultima non voglia aderire a questo tipo di fusione, si prova un senso di totale inutilità, si è senza sostegno ed equilibrio; come diceva Musil si diventa un "uomo senza qualità".

Altro elemento che accompagna questa dipendenza è la paura dei cambiamenti, il timore che qualcosa possa modificare in peggio l'attuale situazione; si ha quindi un blocco quasi totale nello sviluppo delle capacità e la profonda negazione dei bisogni: i progetti sono irrealizzabili e la richiesta continua è quella di "essere parte dell'altro" anche aderendo ad ogni richiesta distruttiva.

Il dipendente affettivo è stato paragonato al tossicodipendente, egli infatti possiede le seguenti caratteristiche: l'ebrezza nell'incontro, anche devastante, con il partner; la dose, intesa come il continuo stare insieme; la perdita del Sè , come incapacità di autocritica ed autostima.

Alcune ricerche hanno evidenziato come il 90% di coloro che soffrono di questa dipendenza sono donne; la maggior parte si sente inadeguata, fragile e non trova altra soluzione che elemosinare un gesto d'amore. Infine vi è una grande paura dell'abbandono e della solitudine.

Negli ultimi tempi si è notato che un soggetto dipendente affettivamente è molto più sensibile di altri a subire il fenomeno dello stalking senza reagire adeguatamente ( lo stalking letteralmente significa “inseguire, cacciare”, i comportamenti si manifestano con atteggiamenti persecutori quali telefonate, lettere, pedinamenti, appostamenti, minacce, aggressioni ed intrusioni continue nella vita privata di una persona).

La psicoterapia, sia individuale che di gruppo, è indispensabile per uscire da questa condizione negativa e ritrovare il desiderio di ricostruirsi e modificare le proprie relazioni. Non è facile fare una domanda di cura ma nel momento di profondo malessere e di vuoto il soggetto si rende conto che questa è l'unica domanda da fare per migliorare la propria vita, ristabilire i confini "fusi e confusi" fino ad allora percepiti, aprirsi ad un "noi" che, come dicevo inizialmente, apre all'esterno e non soltanto ad un unico e patologico oggetto d'amore.

Per rivolgersi ad uno psicoterapeuta esperto vicino alla sua città e per ulteriori informazioni consulti i professionisti accreditati nella regione Lazio a questo indirizzo

Risponde
Stefania Tedaldi, Psicologo Psicoterapeuta


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