La rete

La rete sul territorio

Il Ce.S.I.G.

Nuove dipendenze


Giochi, videogiochi e tv

Sabrina Costantini risponde a Giovanni, 24/09/2010


Domanda
Ho un bambino di 5 anni che vuole la PSP. Io e mia moglie non siamo d'accordo. Io vorrei acquistare in cambio della PSP una console per farlo giocare, mia moglie giochi educativi di una nota fabbrica. Volevo sapere tra questi giochi quale mi consigliate senza avere problematiche in futuro. Saluti e grazie.

Risposta
Caro Giovanni, comprendo bene i suoi dubbi e la domanda che ci sta formulando. E' un compito assai importante e impegnativo quello di "genitori" ed i dubbi e le domande sono sempre tante. Chiedere e confrontarsi, costituisce sempre il primo passo per la consapevolezza e la scelta. Innanzitutto, è importante chiedere e confrontarsi con l'altra figura genitoriale, per concertare una linea educativa comune, o almeno il più possibile coerente. Altrettanto importante, risulta l'informazione, il confronto fra genitori, con insegnanti e talvolta con professionisti ed esperti, che sostengano la decisione con elementi maggiormente fondati. La scelta finale poi, riguarda i genitori stessi, che hanno diritto ad intraprendere la strada che ritengono migliore, per loro e per i propri figli.

Venendo più allo specifico, lei ci sta chiedendo un consiglio su quale gioco sia preferibile orientarsi nei confronti di suo figlio, senza incorrere in future problematiche. Dal punto di visto concreto ed operativo, la informo che esiste il Pegi, un organismo che fornisce informazioni, circa le caratteristiche e la pericolosità dei singoli giochi. Una sorta di vademecum pratico ed utile. In realtà mi sembra che la sua richiesta sia un'altra, al di là del singolo gioco, lei si sta chiedendo se una categoria di giochi sia migliore o più sicura di un'altra. Per comprendere ciò di cui stiamo parlando, dobbiamo tener conto di due elementi: del contenuto dei giochi e della natura del supporto stesso o del mezzo.

Il contenuto si riferisce al tipo di gioco o di programma, fruito attraverso qualunque supporto (computer, play station, TV o altro), che può variare molto per livello di aggressività, ansiogenità, confusione, induttività, persuasione, ecc. La natura del supporto, si riferisce a caratteristiche più strutturali del mezzo televisivo e simil televisivo, dello schermo in genere. Ovvero la violenza implicita nel mezzo, in quanto passivizzante, ipnotico, impoverente del livello linguistico a favore del livello visivo, riduttivo verso creatività, emotività, ecc. Sì, possiamo valutare quanto violento, seduttivo, angosciante possa essere il singolo gioco, ma ancora di più, dobbiamo ricordarci che lo schermo di per sé è violento e pericoloso, indipendentemente da quanto trasmette. La natura del messaggio, una successione veloce di immagini in movimento, spesso accompagnate da musica, produce un forte impatto attentivo, cattura ed ipnotizza, addormentando la parte critica e lasciando entrare liberamente, quanto viene trasmesso, senza alcun tipo di filtro. In considerazione di ciò, bisogna tener presente che è utile che vagliate la possibilità di rimandare il più possibile l'acquisto di giochi-video, cercando di favorire altre forme ludiche.

Comprendo benissimo che non sia facile, perché i bambini si confrontano con i coetanei e con la TV, che induce molti desideri e falsi bisogni. E' altrettanto importante, comprendere e far comprendere ai bambini, che esistano altre realtà e non ci si deve necessariamente uniformare. Sicuramente la riduzione delle ore di visione televisiva, è già un ottimo inizio e lo è ancor più se in famiglia si sviluppa il buon esempio. La TV ormai fa parte della vita di tutti noi, è una parte inevitabile dell'arredo e della vita, ormai la usiamo indiscriminatamente. Lo stesso destino, riguarda cellulari, giochi video, computer e quant'altro. Forse possiamo cominciare a vederli in un modo più critico e a sostituirli con relazioni più dirette, che costano molto di più, ma sicuramente risultano più sane.

Spesso, siamo così stanchi e presi dagli impegni che lasciamo i nostri figli davanti alla TV, al computer o ad altri strumenti mediatici, perché fungono da ottimi intrattenitori, sedativi nei confronti delle loro richieste e agiti. Non di meno, stimolano nei bambini (e non solo in loro) una serie di falsi bisogni, di richieste, una modalità automatica di alimentarsi e un distacco da sé e dall'ambiente, assai pericoloso. Il supporto video (di qualsiasi natura esso sia), svilisce la funzione del gioco stesso, attività di crescita fondamentale per il bambino, dal punto di vista psicologico, emotivo, cognitivo e relazionale. Interrompere questo circolo vizioso, richiede molta forza e spirito d'inziativa, ma produce i suoi frutti a breve e lungo termine.

Se le interessa, ciò che le ho esposto sinteticamente, può essere approfondito in alcuni articoli scritti da me in questo e in altri siti, o in articoli di altri colleghi esperti in materia, presenti nel sito sulle nuove dipendenze. Per cui, caro Giovanni, non so quali siano le vostre abitudini mediatiche, spero solo di aver fornito qualche spunto critico di riflessione ed un aiuto a produrre la vostra scelta, in merito a quale cibo fornire per la mente di vostro figlio. Non è facile fare i genitori, tanto meno scegliere per i propri figli, ma la vostra richiesta ci dice che siete sufficientemente preoccupati, attenti e meticolosi.

Buon lavoro!

Risponde
Sabrina Costantini, Psicologo Psicoterapeuta


Interazioni

Gli operatori possono interagire su:

Il network

Visita anche:

Cerca

Cerca tra i contenuti presenti nel sito


 

CSS Valido!