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Nuove dipendenze


Abuso di giochi di ruolo

Rosa Mininno risponde a Silvia, 15/03/2013


Domanda
Mi chiamo Silvia, ho 19 anni e vivo a Roma. La mia richiesta di aiuto non è per me stessa ma per mio fratello che ormai da lungo tempo credo faccia abuso dei giochi di ruolo e ultimamente del poker in internet. Lui studia ingegneria informatica ma molto probabilmente a causa di questo problema ha perso molti esami; la situazione nella mia famiglia è sempre più pesante, mia madre sta male e si angoscia nel vederlo costantemente attaccato al computer e io di conseguenza. Le sue relazioni sociali si sono azzerate perchè nonostante i suoi amici lo chiamassero, a causa dei suoi continui rifiuti di uscire ovviamente, ormai hanno desistito. Mia madre quasi giornalmente cerca di parlare con lui, ha provato a ragionarci in modo sereno e anche in modo più autoritario ma è stato sempre inutile perchè lui nega di avere un problema. Purtroppo le minacce dei miei genitori (ma soprattutto di mia madre) non sono mai state supportate dai fatti quindi risultano assolutamente inutili (dico questo perchè anche io come figlia quando lei fa delle minacce ho la certezza che poi non si concretizzeranno mai, ormai non fanno neanche un pò paura). Ho letto alcuni articoli sulla dipendenza da internet ed ho purtroppo la netta sensazione che mio fratello rientri in quella fascia di persone. A mio (modestissimo) parere credo che il problema maggiore sia il suo rifiuto di ammetterlo, che gli impedisce anche di provare a superarlo. Mi scuso in anticipo per la confusione nella mia richiesta di aiuto... non è semplice essere tranquilli, spero che possiate darmi un consiglio. Grazie

Risposta
Gentile Silvia, per iniziare un percorso terapeutico è necessario che ci siano almeno due condizioni: la consapevolezza di avere un problema e quindi un rapporto critico con il proprio dolore e una motivazione a cambiare la situazione, le relazioni e i comportamenti disfunzionali, conquistando un buon livello di autostima, una buona conoscenza di se stessi e del proprio mondo interiore, un buon rapporto e un equilibrio stabile con le proprie emozioni, un adeguato pensiero critico, un buon rapporto con il proprio corpo, con gli altri e con il mondo esterno, un progetto di vita.

Nella dipendenza da internet e dai videogiochi si fugge da tutto questo, si fugge da se stessi e dagli altri, si fugge dalla realtà. Avere consapevolezza del problema, ha ragione, è il nodo centrale: suo fratello non è, da quel che scrive, a questo punto.

Il potenziale attrattivo dei videogiochi , dei giochi di ruolo, d'altra parte ,è molto forte. Inutile il conflitto : non serve minacciare. Bisogna comunicare e ascoltare e non è detto che lo si sappia fare. Se suo fratello ha sviluppato questa dipendenza i motivi vanno ricercati non solo in lui , nella sua personalità, ma anche nella sua storia familiare, nei suoi rapporti con voi che siete la sua famiglia, nei suoi rapporti con gli altri,nel suo rapporto con la realtà , con la vita , che evidentemente non sa e non ha imparato a fronteggiare, preferendo isolarsi e fuggire da se stesso e dalla realtà . Il mondo virtuale è un nascondiglio illusorio.Chiederà aiuto quando capirà che il nascondiglio è trasparente e che è inutile e dannoso nascondersi dalla vita e da se stessi.

Avvicinatevi, cercate di capire cosa gli procura il gioco, a cosa gli serve, quali sono le sue emozioni, i suoi pensieri, le sue paure. Fatevi aiutare anche voi : la famiglia è un sistema dinamico, ciò che accade ad un suo membro si ripercuote inevitabilmente sugli altri, nel bene e nel male. Siete una famiglia, c'è anche lui, c'era anche prima di isolarsi. Ritrovatevi o incontratevi.

Chiedete un sostegno ad un Counselor, ad uno Psicologo che vi potrà indicare stategie adeguate da attuare nella vostra vita quotidiana,di tutti intendo, anche di suo fratello, che dovrà essere aiutato a sviluppare quella consapevolezza che oggi mostra di non avere.

Si rivolga ad uno dei professionisti aderenti alla Rete Nuove Dipendenze Patologiche promossa da Vertici Network e Mo.P.I.. Sul sito della Rete ( www.retenuovedipendenze.it ) potrà trovare nei suoi settori il professionista più vicino alla sua città e concordare con lui un piano d'intervento. Non si scusi per quella che lei chiama " confusione". Nessuna confusione.Traspare la preoccupazione colma di affetto di una sorella.

Un saluto cordiale.

Risponde
Rosa Mininno, Psicologo Psicoterapeuta, Direttore Scientifico della Rete Nuove Dipendenze


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