Rete Nuove Dipendenze

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Rosy
Rete Nuove Dipendenze


Regione: Lazio
Prov.: Roma
Città: Tivoli


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Inserito il - 14/03/2013 : 00:38:20  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Rosy Invia a Rosy un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
MILANO TEATRO LEONARDO
www.quellidigrock.it



Nuove dipendenze nell'era digitale
17 marzo
Naufraghi o marinai?
ADOLESCENZA: fase di decollo

Quando si parla di dipendenza si pensa a una grave situazione patologica di sottomissione a sostanze o a comportamenti illegali come la droga e il gioco d’azzardo. In realtà il concetto di dipendenza è complesso e variegato, tanto da differenziare tra “nuove dipendenze” e “dipendenze senza sostanze”.La definizione IAD (Internet Addiction Disorder), nata nel 1995, indica una dipendenza patologica che rivela un disagio dell’individuo e ha conseguenze estremamente dannose. La dipendenza da internet può essere considerata una vera e propria malattia causata da un pensiero ossessivo e da un comportamento compulsivo e dalla perdita di controllo. Molti giovani, nel periodo di affermazione della propria libertà ed espressione della propria individualità, rischiano di rimanere imprigionati in comportamenti pericolosi, rinchiusi in una realtà virtuale, nella solitudine di “vite parallele”, come uno dei personaggi dello spettacolo Kome un kiodo nella testa ben evidenzia con la sua storia. Lo spettacolo è una fotografia sul mondo di tre adolescenti e grazie al racconto di queste vite evidenzia il valore della scelta, la capacità di esercitare la propria coscienza critica, di affermare la propria indipendenza, come massima espressione di libertà e crescita.

PRIMA PARTE: visione dello spettacolo

KOME UN KIODO NELLA TESTA
uno spettacolo sulle dipendenze

Kome un kiodo nella testa è una storia narrata a tre voci, un viaggio nel mondo adolescenziale con tutte le sue luci e ombre, in cui il gioco attorale, fisico e verbale diventa un veicolo per raccontare le tentazioni e gli inganni.
La storia di Letizia, Tommaso e Riccardo mette in luce alcune di quelle che vengono chiamate “nuove dipendenze”: la dipendenza da internet che genera una schiavitù informatica e uno stravolgimento delle relazioni umane, la dipendenza da immagine e dall’emulazione di modelli inarrivabili di bellezza e successo, l’aspirazione alla sovraesposizione mediatica. Nuove ossessioni, spesso caratterizzate da comportamenti apparentemente normali, che rischiano di compromettere la libertà di scelta dell’individuo.
Lo spettacolo utilizza due linguaggi: uno più legato alla vita quotidiana e uno poetico, che attraverso il teatro ha la capacità di colpire nel profondo e suscitare domande e dubbi, anche nei soggetti apparentemente meno sensibili.
Kome un kiodo nella testa, attraverso le storie dei tre ragazzi, evidenzia il valore della scelta, la capacità di esercitare la propria coscienza critica, di affermare la propria indipendenza, come massima espressione di libertà e crescita.

SECONDA PARTE: approfondimento – Naufraghi o marinai?

Dopo la visione dello spettacolo, la giornalista Sky Chiara Ribichini conduce la fase di approfondimento in cui esperti e figure di rilievo nel mondo scientifico sono chiamate a confrontarsi con il pubblico sui temi trattati.
Interverranno:
Pierfrancesco Majorino – Assessore alle Politiche Sociali e Cultura della salute Comune di Milano
Dott. Nicola Iannaccone – Psicologo e consulente scientifico dello spettacolo
Dott.ssa Rosa Mininno – Psicologa e Psicoterapeuta, Direttrice e Referente nazionale del CESIG, Centro Studi e Interventi sulla Genitorialità, Direttrice Scientifica e Coordinatrice Nazionale Rete Nuove Dipendenze - MoPi - Movimento Psicologi Indipendenti
Valeria Cavalli, Claudio Intropido – Direzione Artistica Quelli di Grock e registi dello spettacolo Kome un kiodo nella testa

Sportello informativo a disposizione del pubblico a cura di Rete Nuove Dipendenze e Associazione L’Amico Charly Onlus



Rosa Mininno
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